1° giorno: CAGLIARI
Incontro con la guida all’aeroporto. Trasferimento e visita guidata della città di
Cagliari. La visita dei quartieri storici della città parte dalla porta di Santa Cristina,
passando attraverso la Torre di S. Pancrazio e la Torre dell’Elefante, Piazza Palazzo
con la Cattedrale di Santa Maria e il palazzo della Prefettura, fino al Bastione di S.
Remy. Da non dimenticare la celebre basilica di Bonaria, collocata davanti ad una
scenografica scalinata, tra le immagini più celebri della città e il Museo Archeologico
Nazionale. Oltre alle ricchezze artistiche che punteggiano i quattro quartieri storici,
Cagliari ospita la più vasta necropoli punica del Mediterraneo, dopo quella di
Cartagine: la necropoli di Tuvixeddu. Al termine sistemazione in hotel in zona di
soggiorno.
GIORNATE SUCCESSIVE DA SCEGLIERE TRA:
(quotazione su richiesta)
TEMPIO DI ANTAS E GROTTE DI SU MANNAU: il Tempio di Antas è un tempio
punico-romano dedicato all’adorazione del Dio “Sardus Pater”. I Cartaginesi e i
Romani furono attirati in questa zona dall’abbondanza dei giacimenti di piombo e
di ferro. Intorno al tempio sono presenti anche i resti di un antico villaggio nuragico,
le cave romane, una piccola necropoli ed un antico sentiero che collega l’area
archeologica alle grotte di Su Mannau. Visita guidata del sito archeologico. Nel
pomeriggio visita guidata delle grotte carsiche di Su Mannau, luogo di misteriosi
culti dell’acqua praticati dai sacerdoti nuragici, il cui percorso presenta numerose
gallerie. L’itinerario si estende per 350 metri durante il quale è possibile ammirare
le sale, le concrezioni calcaree, i laghetti e i pozzi. Il resto della cavità è più
impegnativo ed è meta degli appassionati di speleologia.
BARUMINI: è un piccolo paese nei cui pressi si trova il più importante complesso
nuragico sardo, noto come “Su Nuraxi”, dichiarato nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio
mondiale dell’umanità, sicuramente il monumento più importante della civiltà
nuragica in Sardegna. L’importanza del nuraghe di Barumini è data dalla sua
complessità e dal suo ottimo stato di conservazione. Particolare è la vicinanza
dell'enorme fortezza, costituita da diverse torri nuragiche al vasto e labirintico
villaggio con viottoli strettissimi e case a corte, pozzi, cisterne e capanne per le
riunioni, legati ad una storia misteriosa di 3500 anni fa. Durante la visita si entra
all'interno della fortezza, passando in stretti cunicoli ricavati nelle mura costruite
con massi enormi, provenienti dall’altopiano della Giara, in un impressionante
ambiente ciclopico estremamente interessante e suggestivo.
MONTE SIRAI E CARBONIA: il sito archeologico di Monte Sirai, nei pressi di
Carbonia, fu frequentato sin dal neolitico, sede di un insediamento fenicio dal 750
a.C. e conquistato dai Cartaginesi nel VI sec. a.C., cui si deve la costruzione del
tophet nel 360 a.C. Sono ancora ben distinguibili i quartieri, le piazze, le case, le
necropoli con le antiche tombe a fossa fenicie e le stanze sotterranee degli ipogei
funerari cartaginesi. I materiali rinvenuti sono conservati nel Museo Archeologico
di Carbonia e in quello di Cagliari. Carbonia fu fondata nel 1937 in seguito alla
scoperta di grandi giacimenti carboniferi. La città fu meta di un importante flusso
migratorio dalle altre zone dell’isola e anche dal resto d’Italia. La miniera di Serbariu,
chiusa negli anni ’60, è stata ristrutturata e ospita il Museo del Carbone. Sono
visitabili le principali strutture minerarie, ormai archeologia mondiale, quali la
lampisteria, il pozzo minerario, la sala argani, la galleria e gli ambienti sotterranei.
In alternativa visita al Museo Archeologico.
IGLESIAS E PORTO FLAVIA: a Iglesias meritano la visita: la cortina delle mura
pisane del 1300, il dedalo di viuzze ornate da graziosi balconi in ferro battuto e le
antiche chiese gotico/aragonesi dalle quali il paese trae il nome. Da non perdere
il Museo Minerario che ospita macchine che già alla fine del 1800 erano usate in
miniera e la località di Masua dove, negli anni Venti, una società belga rilevò la
miniera e costruì una delle opere più belle del patrimonio minerario sardo: lo sbocco
di Porto Flavia, che dal promontorio di Masua si affaccia a strapiombo sull’isolotto
di Pan di Zucchero, a 15-20 metri dalla superficie del mare. I minerali estratti (piombo
e zinco) venivano imbarcati direttamente sulle stive delle navi dirette a Carloforte
(Isola di San Pietro).
ISOLA DI SAN PIETRO: l’isola di San Pietro è contornata da coste alte e
frastagliate, che a nord ovest strapiombano sul mare e raggiungono altezze
considerevoli, fino a 150 m. L’isola racchiude in sé numerose attrattive, oltre che
naturalistiche, anche in virtù dei suggestivi scenari di archeologia industriale, come
nella zona mineraria in disuso e gli impianti delle tonnare. L’attrazione della cittadina
di Carloforte è invece dovuta al fascino che la mescolanza delle culture mediterranea,
sarda e ligure esercita.
PISCINAS: situata in una zona isolata e di grande bellezza naturalistica della
costa occidentale, la spiaggia di Piscinas, lungo l’arenile della Costa Verde, è
circondata per qualche chilometro da dune, tra le più alte d’Europa, ancora vive
e modellate dal maestrale, il cui colore giallo ocra è interrotto, a tratti, da cespugli
di sparto pungente, dalla carota spinosa, dal giglio di mare e, verso l’interno, da
ginepri e vecchi olivastri che diventano dei piccoli boschetti. Territorio floro-faunistico
di grande interesse, al mattino è possibile persino intravedere i cervi che si spingono
sino al mare e, nel mese di giugno, le tartarughe marine che depongono le loro
uova.
PORTO PINO E PORTO BOTTE: Porto Pino è una piccola località balneare che
sorge sul promontorio omonimo. Quest’area è caratterizzata da una grande pineta
cresciuta spontaneamente, da cui il paese prende il nome. Non lontano da qui ci
sono due stagni: quello di Maestrale, molto pescoso, e di “Is Brebeis” diviso in due
da una striscia di terra, chiamata isola di Corrumanciu, che comunica con le saline
di Santa Caterina. La grande spiaggia di sabbia bianca e finissima è orlata da dune
altissime. Porto Botte è una piccola località turistica situata nel golfo di Palmas. I
depositi del rio Palmas hanno formato nella zona diversi stagni, tra cui il principale
è quello di Porto Botte, molto pescoso, e presso il quale si possono ammirare
interessanti specie di flora e fauna.
THARROS E ORISTANO: Tharros, nel Comune di Cabras, sito archelogico sul
mare, fu fondata dai Fenici nell’VIII sec. a. C. Tra le strutture più interessanti da
visitare ci sono il tophet, tipico santuario fenicio-punico, le fondamenta del tempio
e una parte dell’area con case e botteghe artigiane. L’area fu abitata successivamente
dai Punici ed infine dai Romani. Possibilità di effettuare la visita con un trenino
elettrico. Visita al Museo Archeologico Comunale di Cabras. Nel pomeriggio
trasferimento ad Oristano, che fu capitale del Giudicato d’Arborea. Visita del centro
storico. Merita una visita il neoclassico Palazzo Parpaglia che ospita l’Antiquarium
Arborense, dove sono esposte diverse collezioni archeologiche provenienti dagli
scavi di Tharros, una pinacoteca e una sezione dedicata all’epoca dei Giudicati.
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